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Calcio: sport o business?

18 aprile 2018 - attualità, calcio
Calcio: sport o business?

Perché la gente spende 65€ per un biglietto per lo stadio e fa la fila per ben 36 ore? La maggior parte delle persone rispondono che per la propria squadra del cuore si fa questo ed altro oppure che al cuore non si comanda e quindi é giustificabile questo sacrificio.
Ma allora dov’è questa grande crisi di cui tutti parlano?

E poi giustificabile potrebbe anche essere una tale spesa, qualora la passione fosse tanta e si prospettasse una visione bellissima e tranquilla della partita allo stadio: ma così non è; difatti il prezzo di 65 euro è per un posto in curva sud o nord allo stadio olimpico, dove né la vista né la sicurezza sono garantite: da questa postazione l’occhio umano può giungere massimo fino a metà campo, e gli ultras, presi dall’adrenalina, che si manifesta quasi come pazzia, non si rendono nemmeno conto di ciò che stanno facendo.
Portare la famiglia a vedere una bella partita allo stadio ormai è un’utopia; per far stare in sicurezza i bambini allo stadio bisognerebbe acquistare i biglietti in tribuna, i cui prezzi sono davvero molto elevati.

Un tempo non era così.

Ma cosa spinge uomini e donne, magari nemmeno benestanti, ad impiegare parte dei loro stipendi in ciò piuttosto che in altre necessità della famiglia?

Il calcio ormai è diventato un business in cui circolano milioni e milioni di euro e il cui principale scopo è il profitto sempre maggiore: come ogni amministratore di un’impresa for profit quindi, i dirigenti delle squadre calcistiche non esitano ad investire nel marketing: così tramite ogni strumento di comunicazione disponibile (televisione, social network, ecc.) viene influenzato, oserei dire anche distorto, il comportamento, economico e non solo, dei tifosi, in modo tale da far considerare loro un esiguo sacrificio spendere anche cifre elevate per andare a vedere (in realtà poi nulla si vede della partita in curva) la propria squadra del cuore giocare.

Avendo diffuso tale pensiero nei tifosi, ovviamente alzare i prezzi dei biglietti è ormai facilissimo: i dirigenti e chi per loro sanno benissimo che a qualunque prezzo si avrà una grande domanda, e così è stato anche per Roma-Liverpool. Dopo solo 2 ore e mezza 50.000 biglietti per questa partita sono stati venduti, acquistati da chi persino dalla sera del giorno prima era ad aspettare in fila.

I presidenti dovrebbero invece incentivare i tifosi ad andare allo stadio non mediante pratiche commerciali scorrette, bensì facendo leva sull’originaria spontaneità e “innocenza” propria di ogni sport, che dovrebbe essere estraneo da qualsiasi politica economica : abbassate i costi dei biglietti per permettere anche a chi non ha la possibilità, ma possiede una passione pura e sincera, di realizzare i propri sogni!

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