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Riassunto “Diritti Sociali” – Marco Benvenuti

1 marzo 2018 - diritto pubblico, università-facoltà di economia
Riassunto “Diritti Sociali” – Marco Benvenuti

INQUADRAMENTO STORICO DEI DIRITTI SOCIALI

I diritti sociali nascono assieme alla questione sociale divampata nella “seconda” prima metà dell’Ottocento.

I DIRITTI SOCIALI COME OGGETTO COSTITUZIONALE

Le rivendicazioni che divampano nel primo Ottocento sono destinate a divenire veri e propri diritti; si tratta però di diritti particolari, fatti non per i forti, bensì per i deboli. Tali sono i diritti sociali, le cui caratteristiche possono essere così riassunte:

Ma perché e in che senso questi diritti sono “sociali”?

Innanzitutto essi prendono in considerazione le aspettative che i cittadini hanno in quanto individui sociali che vivono in società con altri individui; inoltre muovono dall’oggettività della realtà sociale, caratterizzata dalla diseguaglianza. 

essi si caratterizzano per il fatto di richiedere una prestazione volta alla “demercificazione” di alcuni beni della vita e richiedono un comportamento attivo e non omissivo dello Stato: è lo Stato che deve intervenire nel sociale per realizzarli concretamente; ciò fa di essi dei diritti PRETENSIVI.

Altra loro caratteristica è l’obiettivo economico, coesivo ed emancipativo, che fa di essi dei diritti REDISTRIBUTIVI, in quanto prevedono appunto la redistribuzione della ricchezza stessa per raggiungere il fine emancipativo ed eliminare le distinzioni economiche.

Non tutti i diritti pretensivi sono anche redistributivi e viceversa, ma solo quelli che hanno entrambe queste caratteristiche possono essere considerati davvero DIRITTI SOCIALI.

STORIA DEI DIRITTI SOCIALI LUNGO L’OTTOCENTO

I diritti sociali si sono “inseriti” nella storia dell’Ottocento percorrendo due percorsi differenti:

  1. da una parte, essi sono nati in conseguenza all’esclusione delle classi subalterne dalla partecipazione al potere: è ciò che successe ad esempio in Germania, dove Stein fu il primo a enfatizzare il compito della pubblica amministrazione di obbligare i più abbienti a concorrere col loro capitale al raggiungimento di fini sociali per il sollievo delle classi meno abbienti e per attutire la lotta di classe; il suo pensiero fu poi seguito da altri simili, che incoraggiavano l’ampliamento dei diritti anche alla sfera economico-sociale; si arriva infine a riconoscere la capacità degli individui, tutelata giuridicamente, di richiedere allo Stato prestazioni positive; questo sarà il punto di partenza per la riflessione novecentesca sui diritti sociali;
  2. dall’altra parte essi, come accadde in Francia, si inserirono invece in un percorso unificante che aveva lo scopo di ampliare lo “status civitatis”: per la prima volta, proprio in Francia, nel 1848, il lavoro venne concepito come diritto sociale, pretensivo e redistributivo: ciò fu tanto importante che alcuni ne parlano come della “scoperta del sociale”

I DIRITTI SOCIALI NEL PRIMO NOVECENTO

Dopo la Prima Guerra Mondiale, praticamente in tutti gli Stati uscenti dalla Guerra, si avviò un processo costituente, che comportò l’ascrizione di nuovi diritti, alcuni dei quali prevedevano anche interventi dei pubblici poteri in termini di “socializzazione” sul piano economico-sociale. Con tali diritti abbiamo quindi il superamento dello Stato liberale, che si fondava invece sulla totale estromissione dello Stato dall’economia.

Questo accadde però in maniera differenti all’interno dei diversi Stati:

  1. Negli Stati autoritari in realtà mancavano le stesse basi per poter permettere ai diritti sociali di affermarsi: infatti molto spesso le stesse dinamiche sociali “reali” venivano occultate per mantenere i rapporti di forza esistenti;
  2. Negli Stati socialisti era invece assente il carattere rivendicativo dei diritti sociali;
  3. Solo negli Stati democratici si ebbe effettivamente il tentativo, sebbene solo avviato e non del tutto compiuto, di correggere le conseguenze dell’assetto economico-sociale (diseguaglianza di fatto) fondato sul principio della proprietà: obiettivo principale dei diritti sociali, che ebbe una parziale realizzazione con la Costituzione di Weimar(1919).
  4. In America si diffondono le teorie di Keynes, che, dopo la terribile crisi del 1929, trovano attuazione nel “New Deal” del presidente americano Roosevelt: si trattava di una politica che prevedeva un forte intervento dello Stato in economia, Stato che doveva spendere, indebitarsi, per aumentare così l’occupazione e il benessere dei suoi cittadini, che di conseguenza avrebbero comprato di più, e dunque “coperto” l’iniziale e necessario disavanzo.

I DIRITTI SOCIALI NELLA COSTITUZIONE ITALIANA

Nella neonata Repubblica italiana, i diritti sociali sono mezzo, fine, presupposto e obiettivo del nuovo ordinamento italiano.

Essi hanno un Italia un vastissimo consenso: un personaggio famoso come Togliatti era fermamente convinto che senza tali diritti la libertà e l’indipendenza non sarebbero potute essere assicurate ai cittadini.

Tali diritti apparsero nell’orizzonte italiano con una grande carica innovativa, in quanto erano portatori di una nuova concezione secondo la quale è lo Stato che deve essere al servizio della persona.

Ma dove ritroviamo questi diritti all’interno della nostra Costituzione? Li ritroviamo in diversi articoli:

I DIRITTI SOCIALI E IL LORO STATUTO COSTITUZIONALE

Rapporto tra diritti sociali e altri diritti costituzionali

Nella fase costituente già venne alla luce l’importanza che tali diritti avrebbero dovuto nella nuova Costituzione; lo vediamo da alcuni fatti:

Allora in cosa si differenziano dagli altri diritti costituzionali?

I DIRITTI SOCIALI E LA DISCIPLINA COSTITUZIONALE DELL’ECONOMIA

Essendo in un Paese basato su un’economia capitalista, occorre trovare le condizioni per un nuovo equilibrio economico per ridefinire i rapporti tra Stato ed economia e riorganizzare i rapporti sociali: i diritti sociali sono uno strumento per realizzare ciò, strumenti che prevedono però l’intervento dello Stato.

SOGGETTI PASSIVI O OBBLIGATI 

I soggetti passivi o obbligati sono i pubblici poteri: obbligati in quanto devono garantire i diritti sociali, e per farlo devono intervenire in nome dello Stato, in quanto i privati non possono garantirli.

Nonostante ciò, soprattutto a partire dal Novecento, si è comunque riconosciuto il fatto che alcuni privati hanno un vantaggio economico: e nei confronti di essi vi è un disfavore che, in un certo senso, dà attuazione alla garanzia dei diritti sociali stessi.

SOGGETTI ATTIVI O BENEFICIARI 

La Costituzione elenca espressamente alcuni soggetti destinatari dei diritti sociali: lavoratori, figli, indigenti, studenti capaci e meritevoli anche se privi di mezzi, donne lavoratrici, cittadini inabili al lavoro, lavoratori in caso di infortunio, malattia, invalidità, vecchiaia, ecc.

Alcuni sono però, in specifici casi, riferiti a tutti:

I DIRITTI SOCIALI DAL PUNTO DI VISTA DEGLI OGGETTI 

IL SISTEMA DEI DIRITTI SOCIALI E I SUOI ELEMENTI DI STRUTTURA

Nella nostra Costituzione, che ha sicuramente dato ai diritti sociali la più ampia considerazione, possiamo rinvenire due loro elementi di struttura:

  1. la preminenza del lavoro come principio e diritto costituzionale;
  2. la prefigurazione di un sistema di protezione sociale per realizzare condizioni pratiche di sicurezza contro tutti i rischi della vita associata.

Entrambi questi elementi rientrano in un paradigma ideale, in cui il punto di riferimento essenziale per la spettanza dei diritti ascritti al sistema è il lavoro stesso. Ad esso viene attribuita una funzione emancipatrice e socializzatrice, funzione che assolve pienamente qualora non ci si trovi in uno dei casi previsti dall’art. 38 Cost. e quindi ad esso ci si può appellare solo qualora il lavoro non possa raggiungersi.

I DIRITTI SOCIALI NELLO SVOLGERSI DELL’ESPERIENZA COSTITUZIONALE ITALIANA

Dagli inizi agli anni ‘ 70 del Novecento

Come si spiega il predominio dell’equilibrio finanziario sui dirittu sociali?

È corretto riconsiderare la situazione da un’altra prospettiva: la disponibilità delle risorse finanziarie è un “fatto” che può, a giusto titolo, incidere sul graduale processo di attuazione di un determinato diritto sociale, basta che non sia elemento costitutivo del suo contenuto.

I DIRITTI SOCIALI DI FRONTE ALLA PLURALIZZAZIONE DEI LIVELLI NORMATIVI

I diritti sociali vennero riconosciuti anche a livello internazionale nella Carta dei diritti fondamentali dell’UE (Nizza, 2000); in essa i diritti sociali vengono riconosciuti come fondamentali, anche se manca il riferimento al diritto al lavoro. Ma tali diritti hanno obiettivi ben più grandi dei diritti sociali finora considerati:

  1. mirano a promuovere l’occupazione;
  2. a garantire una protezione sociale adeguata;
  3. a migliorare le condizioni di lavoro;
  4. ecc.

Tutto ciò con delle limitazioni: 

In realtà, nei fatti, la Corte di giustizia dell’UE, ha realizzato un bilanciamento ineguale, a favore delle libertà economiche sui diritti sociali stessi.

Con la crisi del 2008, si introdusse, con il Trattato sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance dell’unione economica e monetaria, delle decisioni, il principio dell’ equilibrio di bilancio al fine di ridurre il debito pubblico, con conseguente sicuramente negative e restrittive sull’attuazione dei diritti sociali, per i quali venivano sottratte risorse.

STATO E REGIONI

Resta aperta la questione: è possibile garantire l’effettività dei diritti sociali in un contesto generale segnato da una pervasiva crisi economica di cui non si vede l’epilogo?

 

 

3 pensieri su “Riassunto “Diritti Sociali” – Marco Benvenuti

Antonio Domenico Caliò

Ottimo riassunto del libro del prof. Benvenuti. Il linguaggio è tecnico e non manca nulla! 😉

Risposta
Valentina

Riassunto perfetto sia per il linguaggio sia per i contenuti!!

Risposta
Mina

Grazie a questo riassunto, riusciro di sicuro a superare l’esame di diritto pubblico

Risposta

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