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Hegel

24 febbraio 2018 - filosofia, maturità
Hegel

HEGEL

Luogo e anno di nascita: Stoccarda, 1770

Luogo e anno di morte: Berlino, 1831

TESI DI FONDO:

  1. risoluzione del finito nell’infinito: il finito non è nient’altro che una parte dell’infinito e quindi è esso stesso infinito, si risolve nell’infinito stesso;
  2. coincidenza di ragione e realtà: la realtà è ragione e quindi tutto ciò che è, è anche ciò che deve essere;
  3. funzione giustificatrice della filosofia: la filosofia arriva troppo tardi a dire come il mondo dovrebbe essere, e visto che tutto ciò che esiste, se esiste, è razionale che esista, la filosofia deve “solo” trovare, scovare la razionalità di tutto ciò che è, di tutto ciò che accade.

DIALETTICA HEGELIANA:

Con la dialettica Hegel individua 3 momenti dell’essere e del pensiero: si tratta di 3 momenti attraverso I quali l’Assoluto, che poi si identifica con tutti noi e con tutto il mondo, si sviluppa ed emerge; ad essi corrispondono poi 3 diversi modi in cui noi vediamo il mondo:

  1. TESI: è l’affermazione di un qualcosa, di per sè imperfetta e incompleta, propria di chi guarda il mondo solo mediante l’intelletto: cioè lo vede come formato da momenti distinti e separati tra loro, senza cogliere la visione d’insieme;
  2. ANTITESI: è la negazione della precedente affermazione, dovuta alla riflessione effettuata attraverso la ragione speculativa, la quale si rende conto che se esiste un qualcosa, deve necessariamente esistere anche il suo contrario, che è appunto l’antitesi;
  3. SINTESI: è il superamento in positivo del precedente contrasto tra tesi ed antitesi: con la sintesi, operata attraverso la ragione assoluta, si mantiene la verità delle precedenti tesi, antitesi e della loro lotta, e la si porta alla massima espressione e realizzazione.

Secondo Hegel tutto il mondo, tutti gli avvenimenti, anche quelli storici, seguono queste tre tappe fondamentali; per quanto riguarda gli avvenimenti storici, Hegel parla di figure: che sono appunto avvenimenti storici che ben incarnano tale processo: prendiamo ad esempio la Rivoluzione francese: la tesi iniziale è la società divisa in classi, antitesi è la rivolta delle classi subalterne, sintesi è il nuovo assetto politico con la fine della monarchia; quindi Hegel, con l’antitesi, momento da lui prediletto, vuole sottolineare la funzione positiva del negativo: il negativo è necessario affinchè si possa realizzare la sintesi.

CRITICA ALLE FILOSOFIE PRECEDENTI

FENOMENOLOGIA DELLO SPIRITO

Il termine “fenomenologia”: esso fa riferimento a tutto ciò che appare: visto che tutto ciò che esiste per Hegel è l’Assoluto, la fenomenologia fa riferimento all’Assoluto che appare, si manifesta a tutto il mondo e dunque a se stesso.

Visione diacronica: la fenomenologia dello spirito segue un andamento diacronico, ossia segue un asse temporale sul quale I fatti si succedono uno dopo l’altro, come accade nella storia. È una sorta di “storia romanzata” della coscienza, nel suo processo di automanifestazione.

Importanza delle figure: momenti storici in cui si trova un’esemplificazione tipica dello sviluppo e del graduale rivelarsi dell’Assoluto.

Funzione dell’opera: l’opera ha una funzione introduttiva, serve a preparare all’opera fondamentale di Hegel: “L’enciclopedia delle scienze filosofiche in compendio”.

L’opera si compone di due tradi fondamentali; quella su cui è necessario soffermarsi è quella che comprende:

  1. coscienza
  2. autocoscienza
  3. ragione

COSCIENZA

Rappresenta il primo lento emergere dell’Assoluto dalla natura; in questa fase la coscienza riconosce il mondo esterno come qualcosa di estraneo da sè.

AUTOCOSCIENZA

È il momento in cui l’uomo capisce di essere uomo: questo accade solamente con l’incontro di un’altra persona che riconosce il primo come tale: solo con il riconoscimento da parte di un’altra autocoscienza la coscienza riesce a riconoscersi come tale.

Tale riconoscimento non avviene attraverso manifestazioni affettuose o amorose; bensì attraverso un vero e proprio scontro, una sorta di guerra in cui entrambe le autocoscienze sono pronte a dare e a sacrificare la propria stessa vita pur di prevalere; a questo punto si realizza una scissione tra l’autocoscienza che vuole a tutti I costi prevalere, che, in caso di vittoria, andrà ad incarnare la figura del padrone; invece l’autocoscienza che, per la paura di morire, preferisce piuttosto perdere la sua indipendenza, andrà ad incarnare la figura del servo; però questa scissione è destinata a dar luogo ad una radicale inversione dei ruoli : infatti il padrone, che inizialmente era indipendente, comincia ad abituarsi a ciò che il servo gli fornisce, e diventa da quest’ultimo dipendente; invece il servo, inizialmente dipendente dal padrone, mediante I tre passaggi della paura della morte, del servizio e del lavoro, diventa indipendente e capace di imporre il suo predominio sul mondo esterno e sulla natura.

STOICISMO E SCETTICISMO: filosoficamente, ritroviamo la distinzione tra servo e padrone, nella distinzione tra stoicismo e scetticismo: lo stoicismo tenta di affermare la sua indipendenza dal mondo esterno ignorando completamente quest’ultimo; ma si tratta di una indipendenza parziale, in quanto il mondo esterno non viene negato, continua ad esistere; lo scetticismo invece mette completamente tra parentesi questo mondo, ritenendo che non esista alcuna verità: ma con lo scetticismo l’autocoscienza si scinde tra la negazione di qualsiasi verità e l’affermazione del fatto che non esista alcuna verità: tale scissione caratterizza la figura della

Coscienza infelice: è caratterizzata appunto da una scissione interna, propria dello scetticismo religioso, come quello di Pascal: in base ad esso l’autocoscienza crede che la nullità dell’uomo sia completamente equilibrata e compensata dalla grandezza di Dio: così l’autocoscienza cerca in ogni modo di avvicinarsi a Dio, fino a raggiungere, in quasto tentativo impossibile, la mortificazione del proprio corpo. Proprio raggiungendo il punto più basso della mortificazione di sè, nello sforzo di raggiungere l’Assoluto, l’autocoscienza capisce di essere lei stessa l’Assoluto e si trasforma in

RAGIONE

È la coscienza che finalmente si identifica e si riconosce come Assoluto.

ENCICLOPEDIA DELLE SCIENZE FILOSOFICHE IN COMPENDIO

È sicuramente l’opera più importante e complessa di Hegel: in essa abbiamo una visione sincronica: nel senso che ciò che vi viene descritto non deve essere interpretato in senso cronologico, come se una cosa venisse prima delle altre: si tratta di eventi che si trovano contemporaneamente insieme nel nostro mondo.

Anche qui abbiamo una triade, che rappresenta lo sviluppo dell’Assoluto e dunque di tutto il mondo:

  1. Logica
  2. Filosofia della natura
  3. Filosofia dello spirito

LOGICA

Rappresenta l’impalcatura razionale del mondo. È come se fosse un Dio prima della creazione, anche se bisogna stare attenti a non confondere questa affermazione: ricordiamo infatti che per Hegel “un dio prima della creazione” non esiste, visto che tale dio, identificandosi col mondo secondo Hegel, nasce solo e soltanto assieme al mondo e non prima.

FILOSOFIA DELLA NATURA

La natura rappresenta l’antitesi tra I momenti di sviluppo dell’Assoluto: ha sia una valenza positiva sia una valenza negativa: Ha una valenza negativa in quanto rappresenta il momento più basso dell’ assoluto; ha invece una valenza positiva In quanto senza essa lo spirito non sarebbe mai potuto emergere. Inoltre all’interno del pensiero hegeliano la natura ha un altro importantissimo compito che è quello di riunire tutti quegli elementi che non possono essere razionalmente spiegati. Infatti Hegel era stato accusato di giustificare tutto: Hegel afferma invece che ci sono alcune cose che non possono essere razionalmente giustificate, e tutte s confluiscono ap. nella natura stessa, che per questo viene da lui definita “pattumiera del sistema” o “mondo dell’accidentale” (infatti ciò che non può essere razionalmente spiegato è casuale o accidentale).

FILOSOFIA DELLO SPIRITO

Anche in questa sezione possiamo riconosce una triade importante, che rappresenta le ultime tre fasi del processo che porta alla piena autoconsapevolezza dell’Assoluto:

  1. spirito soggettivo
  2. spirito oggettivo
  3. spirito assoluto

SPIRITO SOGGETTIVO

È lo spirito che emerge dalla natura e vuole imporre il suo predominio e il suo possesso su di essa; possesso che si realizza solo nel passaggio allo

SPIRITO OGGETTIVO

La volontà di imporsi sulla natura si articola attraverso tre fasi:

  1. diritto astratto: affinchè lo spirito possa davvero contare su una proprietà stabile, occorre che anche tutti gli altri riconoscano tale diritto, e ciò può avvenire solo mediante la stipulazione di un contratto; quest’ultimo presuppone però anche l’esistenza del suo opposto, ossia della violazione di esso, che nelle forme più gravi assume i tratti del reato vero e proprio; il reato si configura come antitesi del contratto, e come tale, porta ad una sintesi positiva, che si attua mediante la pena per il reato commesso; quest’ultima è davvero efficace solo qualora sia sentita anche interiormente da chi ha commesso il reato; rientriamo dunque nella sfera della:
  2. moralità: essa si caratterizza per la distinzione tra volontà che vuole fare il bene e bene che deve essere realizzato. Nella moralità è giusto che il bene non si realizzi per due motivi: innanzitutto esso potrebbe essere bene solo per una persona, ma essere male per tutte le altre, ed Hegel predilige la dimensione universale su quella particolare; inoltre il bene in questo modo si configura come un qualcosa da raggiungere, che solo nello step successivo potrà essere davvero realizzato;
  3. eticità: qui il bene si realizza concretamente, e si identifica con ciò che è già stato realizzato: il bene sono le istituzioni che si sono già realizzate, che per il solo fatto di esistere sono razionali, ed esse sono: famiglia, società civile e Stato : la famiglia vive all’insegna dell’amore e dell’affetto, in essa il bene collettivo è più importante di quello individuale e si cerca in tutti i modi di realizzarlo; ma una volta cresciuti, i figli sono costretti a lavorare e a crearsi una nuova famiglia: per farlo devono attraversare il mondo atomistico della società civile, luogo di incontrro, ma soprattutto di scontro, tra interessi diversi, a volte anche opposti. La sintesi tra bene collettivo della famiglia e interessi personali della società civile, si ha con la nascita dello Stato, unico luogo in cui lo spirito può veramente realizzarsi. Occorre qui fare una precisazione e un approfondimento della visione hegeliana della storia e dello Stato:

FILOSOFIA DELLA STORIA

Secondo Hegel la storia è razionale: già i cristiani avevano intuito ciò, nella loro credenza in una qualche “provvidenza”: quello che però Hegel vuole fare è togliere dalla razionalità della storia quel velo di mistero e di dogmatico assegnato alla provvidenza, e vuole quindi svelare quali siano i mezzi e i fini di tale intrinseca razionalità: il fine di essa è il raggiungimento della consapevolezza dello spirito riguardo ciò che esso è realmente e la sua libertà, che solo nello Stato può realizzarsi, attraverso un processo che passa dallo stato orientale, in cui uno solo era libero, allo stato greco-romano, in cui solo alcuni erano liberi, allo stato germanico in cui tutti sono liberi.

I mezzi di cui la storia si serve sono gli individui con le loro passioni, che Hegel definisce “eroi cosmici”: essi, mossi dalle loro passioni e dai loro obiettivi, agiscono per raggiungerli, ignari del fatto che in realtà quelle stesse passioni le sta utilizzando la storia per raggiungere non i loro singoli obiettivi ma il suo prorpio e universale obiettivo. Quando questo è stato raggiunto, gli eroi cosmici decadono (esempio: Napoleone).

STATO HEGELIANO

Hegel crede che lo Stato di un determinato popolo discenda direttamente dalla storia di quest’ultimo: quindi imporre a priori una Costituzione, sebbene teoricamente giusta, ad un determinatao Paese, come fece ad esempio Napoleone con la Spagna, è fallimentare.

Per Hegel la costituzione più razionale è la monarchia costituzionale moderna, in cui ci sono 3 poteri distinti ma non divisi: il legislativo, il governativo e il principesco.

Hegel mette in atto una vera e propria divinizzazione dello Stato: è come se esso fosse una vita divina che si realizza nel mondo, e dunque non può sottostare ai comuni “principi morali”; inoltre non esiste nessun organismo superiore in grado di regolare i rapporti inter-statali e di risolvere i loro conflitti: l’unico giudice a cui lo Stato può sottostare è la storia: essa, mediante la guerra non solo “salva” i popoli che altrimenti cadrebbero in una fossilizzazione a causa di una pace perpetua, ma indica anche quali siano i popoli che meglio incarnano la razionalità dell’Assoluto (quelli vincitori delle guerre) e che quindi devono essere imitati dagli altri; per Hegel dunque la guerra non sono è necessaria, ma pensa anche che essa abbia una duplice valenza positiva.

SPIRITO ASSOLUTO

È lo spirito che finalmente si riconosce come Assoluto; tale processo di autoconoscenza non è immediato ma passa attraverso tre fasi:

  1. arte
  2. religione
  3. filosofia

ARTE

Nell’arte innanzitutto è visibile il princiopio fondamentale hegeliano dell’unione tra pensiero e realtà: un’opera d’arte è infatti allo stesso tempo pensiero materializzato (ad esempio una statua non è nient’altro che l’idea del suo sculturo resa marmo) e materia spiritualizzata (quel marmo non è un semplice pezzi di marmo ma rappresenta l’idea ed il pensiero del suo scultore).

L’arte si esprime attraverso l‘intuizione, una forma immediata del pensiero, e per questo di per sè imperfetta.

Mediante l’arte l’uomo ha equilibrato in maniera differente, lungo la storia, pensiero e materia:

  1. arte arcaica: in essa la materia prevaleva sul pensiero: infatti le opere caratterizzanti quest’arte sono soprattutto grandi edifici, che vanno a soffocare il pensiero che vi è dietro: questo perché il pensiero in questo periodo è troppo poco elaborato e troppo “semplice”, elementare;
  2. arte classica: caratterizzata dal perfetto equilibrio tra materia e pensiero: la caratterizza la scultura, che rappresenta la perfezione: il pensiero riesce a trovare la forma adeguata per esprimersi;
  3. arte romantica: il pensiero è talmente elaborato e complesso da trovare inadeguata qualsiasi forma materiale per esprimerlo: per questo si va prediligendo la pittura, ma soprattutto forme di arte “smaterializzate” come la poesia e la musica.

RELIGIONE

La religione si esprime mediante la forma della rappresentazione: essa è a metà tra l’intuizione artistica e il concetto filosofico; le rappresentazioni a ben vedere non sono nient’altro che metafore delle verità filosofiche professate da Hegel: Dio che crea il mondo non è nient’altro che la natura che lentamente fa emergere lo spirito; la triade padre, figlio e spirito santo non è nient’altro che l’unione di natura, spirito e logica e via dicendo. Questa è la caratteristica positivadel cristianesimo: il fatto di avvicinarsi maggiormente alla filosofia hegeliana, ma cade negli stelli limiti di tutte le altre religioni:

FILOSOFIA

Essa si esprime mediante il concetto ; è per Hegel l’unico sbocco razionale che la religione possa avere; con essa si superano i limiti della religione e si giunge finalmente alla verità, grazie alla filosofia hegeliana. Abbiamo qui una grande contraddizione, che Hegel non risolve: per Hegel la storia è destinata a proseguire verso una sempre più grande razionalità, che la filosofia di ogni periodo dovrebbe poi andare a scovare; ma allo stesso tempo dice che la sua filosofia ha raggiunto l’apice e che con essa si chiude la storia della filosofia stessa. Ma allora chi giustificherà la storia futura?

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