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Completamento unità d’Italia

22 febbraio 2018 - maturità, storia
Completamento unità d’Italia

COMPLETAMENTO UNITÀ D’iTALIA

PROBLEMI DELLA DESTRA STORICA:
1. Rivendicazione di Roma;
2. Annessione di quelle terre geograficamente appartenenti all’Italia ma ancora controllate dall’Austria (Veneto, Trentino, Sud Tirolo fino al Brennero e Friuli-Venezia Giulia)
2) L’attenzione dall’importante rivendicazione di Roma capitale si spostò verso l’opportunità offerta alla Destra Storica di annettere il Veneto: tale oppurtunità venne da Bismark, cancelliere tedesco, il quale, con l’obiettivo di raggiungere l’unificazione tedesca (vedi “schema unificazione tedesca”), chiese aiuto all’Italia per dividere l’esercito austriaco: in caso di vittoria l’Italia avrebbe ottenuto in cambio l’annessione del Veneto; nonostante l’esercito italiano diede pessima prova di sè, sia per terra che per mare, Bismark riuscì a sconfiggere l’Austria e l’Italia ottenne così il Veneto (con la pace di Vienna del 3 ottobre 1866)

1) Per quanto riguarda la rivendicazione di Roma, la Destra Storica aveva diversi impedimenti:
1. Innanzitutto a Roma vi era il Papa, Pio IX, Il quale rimase sempre molto intransigente e non riconobbe il Regno d’Italia: rivendicare Roma significava andare contro il Papa, e dunque contro il 99 per cento della popolazione italiana di fede cattolica;
2. un altro problema era rappresentato dal fatto che il Papa era protetto dalla Francia, la quale teneva un insediamento di truppe proprio a Roma, a difesa del territorio del Lazio; andare contro la Francia significava farsi nemico un Paese importante per l’Italia, soprattutto dal punto di vista commerciale.

I TENTATIVI GARIBALDINI: Garibaldi tentò per due volte di prendere Roma con la forza: dopo il suo primo tentativo, la Destra Storica patteggiò con la Francia la cosiddetta “Convenzione di settembre” nel 1864: essa prevedeva:
1. la rinuncia da parte del Regno d’Italia alla conquista del Lazio e di Roma → malcontento generale;
2. trasferimento della capitale del Regno d ‘Italia da Torino a Firenze, a conferma del patto, ma anche per essere più vicini a Roma;
3. il richiamo delle truppe francesi da Roma in patria.
Il punto 3) non verrà rispettato dalla Francia a seguito del secondo tentativo garibaldino, che farà vacillare la fiducia della Francia verso il Regno d ‘Italia.
Solo nel 1870 la Francia fu costretta dall’attacco improvviso di Bismark a ritirare le truppe da Roma → ne approfittano I bersaglieri romani per entrare a Roma nei pressi di Porta Pia, accolti festosamente, il 20 settembre 1870.

CONSEGUENZE DELLA PRESA DI ROMA:
1) “Legge delle guarentigie” del 1871: prima di spostare la capitale del Regno d’Italia da Firenze a Roma, la Destra Storica diede, con questa legge, delle garanzie al Papa, tra cui:
extraterritorialità del Vaticano e del Laterano;
permesso di tenere un corpo armato;
permesso di stipulare trattati con altri Stati in maniera indipendente;
un sostegno economico annuo, che però il Papa rifiutò, mantenendo la sua posizione di intransigenza, e anzi aggravandola, pronunciando nel 1874 il c.d. “NON EXPEDIT”:
2) espressione latina che vuol dire “non conviene” e fa riferimento al fatto che il Papa invitò tutta la popolazione di fede cattolica a non prendere parte alla vita politica italiana → a non votare.

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