Come sopravvivere alla dieta

Innanzitutto occorre chiarire che cosa di intenda per “dieta”: questa parola non deve far pensare immediatamente ad una dieta dimagrante: il termine “dieta” generico fa semplicemente riferimento al regime alimentare seguito. Esso può essere volto al dimagrimento, al mantenimento del peso, ad integrare determinate vitamine, ad ingrassare e via dicendo.

Naturalmente il problema della “sopravvivenza” si ha quando si parla di dieta dimagrante: seguire un regime alimentare che abbia come obiettivo quello di perdere peso non è assolutamente facile: per affrontarla al meglio occorrono sicuramente:

  • tantissima forza di volontà
  • la consapevolezza di dover affrontare dei sacrifici: è impensabile pensare di poter perdere peso continuando a fare aperitivi, cene fuori e cose del genere. Certo, nelle diete un giorno libero è sempre concesso: una pizza una volta a settimana non rovinerà di certo la vostra dieta, ma si tratta di un solo giorno, e la difficoltà è soprattutto nel riprendere il rigido regime alimentare dopo il giorno di “svago”.Ma se siamo a dieta e dobbiamo andare a cena fuori? Beh, siamo sincere: quasi ogni ristorante, persino I fast food e le pizzerie, ha, accanto a proposte supercaloriche, anche proposte “dietetiche”, che però la maggior parte di noi non prende mai in considerazione e che invece potrebbero permetterci di svagarci senza per questo mandare all’aria giorni di dieta;
  • considerare il regime alimentare che si deve seguire non come una semplice e fastidiosa costrizione, un semplice sacrificio, ma considerarlo come un modo per prendersi cura di se stessi, proprio come quando si va dal parrucchiere, o a farsi la manicure: seguendo un regime alimentare sano, stiamo anche e soprattutto prendendoci cura del nostro corpo e della nostra salute;
  • sottoporsi a diete dimagranti solo sotto consiglio medico;
  • sottoporsi ad una dieta dimagrante solo ed esclusivamente per propria volontà: non fatevi costringere dalle parole o dai giudizi di altre persone;
  • evitare diete “drastiche” che promettono grandissimi risultati in pochissimo tempo: magari possono anche funzionare, ma non appena ricomincerete a mangiare normalmente, riprenderete in un batter d’occhio I chili precedentemente persi; inoltre non fidatevi di diete che aboliscono del tutto un qualsiasi pasto della giornata: per seguire una dieta sana e mantenere attivo il vostro metabolismo, dovreste fare almeno 5 pasti al giorno, di cui tre pasti principali e due spuntini;
  • avere ben presente il fatto che, per raggiungere risultati durevoli in maniera sana, è necessario a volte tanto tempo (naturalmente in base ai risultati che si vogliono raggiungere): le diete più euilibrate e sane prevedono la perdita di massimo 1 kg a settimana;
  • non occorre scoraggiarsi se nei primi giorni di dieta non si ottengono miglioramenti: pensare che, visto dopo soli due giorni di dieta il nostro peso è rimasto invariato, allora tanto vale mangiare come prima, è sbagliato: innanzitutto bisogna considerare che una perdita di peso massiccia nei primi giorni di dieta la possono riscontrare sicuramente quelle persone che hanno un sovrappeso importante; ma se si vogliono buttare giù due-tre chiletti, paradossalmente ci vorrà più tempo e I risultati verranno successivamente: bisogna dunque avere anche molta pazienza.
  • Non sottovalutare l’importanza dell’ attività fisica: quest’ultima è fondamentale in qualunque regime alimentare: lo sport riesce a farci dimagrire eliminando veramente la parte “grassa” del nostro corpo e non il muscolo;non scoraggiatevi se I primi giorni di palestra, specialmente se scegliete attività come “gag” o “total body”, mirate al rassodamento, notate un aumento di peso: non siete ingrassate, avete semplicemente aumentato I vostri muscoli e quindi la vostra massa magra: cosa assolutamente positiva, perchè con l’aumento dei muscoli aumenta il c.d. metabolismo basale, ossia il fabbisogno calorico giornaliero e quindi, in sostanza, potrete concedervi più cibo! Naturalmente meglio se si tratta di cibo sano.Ma per fare attività fisica non bisogna per forza iscriversi in palestra: basta smettere di utilizzare le “agevolazioni”, per così dire, che ci evitano di camminare: prediligere le scale al posto dell’ascensore, prendere in considerazione la possibilità di andare in bicicletta o a piedi a lavoro o a scuola, concedersi 30 minuti per una corsetta mattutina o un’oretta di camminata al giorno: basta poco per fare tanto;
  • Fate prevalere la mente sul corpo: quando il corpo dice “ho fame”, ma la vostra mente è consapevole di aver mangiato a sufficienza, oppure quando vi dice che è stanco, che non ce la fa più, che vuole chiamare l’ascensore e non fare le scale, qui entra in gioco la vostra mente, la vostra forza di volontà: l’uomo si contraddistingue per la sua ragione e razionalità: cosa aspettiamo a farla prevalere sui bisogni del corpo?

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